I modelli organizzativi

Modelli organizzativi per la presa a carico delle persone affette da malattie neurodegenerative
I modelli scelti per la presa a carico delle persone affette da malattie neurodegenerative dei nostri ospiti sono variegati. Vengono decisi e messi in pratica a dipendenza dei loro bisogni. Nei reparti di cura e nel centro diurno sono utilizzati i modelli Gentle Care e Validation e, se del caso, la Stimolazione basale.

Modello di assistenza Gentle Care

Gentlecare è un modello “protesico” di assistenza ai malati affetti da demenza che offre un approccio di cambiamento alle persone colpite, ai loro famigliari e ai caregiver professionali. Protesico deriva da protesi, mezzo o struttura artificiale che sostituisce o completa una parte mancante o difettosa. “Il sistema riconosce che la persona affetta da demenza è un essere umano unico e speciale, con una ricca storia e un difficile futuro. Viene riconosciuto che questa persona sta vivendo problemi devastanti, per cui merita un’assistenza adeguata e solidarietà nei riguardi della sfida che la vita le riserva. La persona affetta da demenza è considerata come facente parte della famiglia e ogni intervento ne tiene conto. Gentlecare insiste sul fatto che intere famiglie, e non solo individui, soffrono della malattia di Alzheimer.”
Fonte: Mojra Jones, Gentlecare: un modello positivo di assistenza per l’Alzheimer, Carrocci, 2009.

In questo modello assistenziale si evidenziano tre componenti essenziali: le persone, i programmi e lo spazio fisico. Le tre dimensioni si associano per garantire un sostegno alla persona colpita da demenza senile in maniera tale da compensare i deficit causati dalla malattia. Pianificare l’assistenza utilizzando GentleCare significa in primo luogo conoscere la persona tramite la sua biografia. Comprendere la sua storia ci permette di organizzare delle attività significative e note alla persona che devono essere prive da stress, con obiettivi realistici, legate alle passioni presenti e passate, che non richiedono nuovi e complicati apprendimenti. Lo svolgimento delle attività può dimostrarsi uno strumento di osservazione utile a scoprire le potenzialità e le funzioni residue dell’ospite. Questo ci permette di modificare di volta in volta il piano delle attività proposte rendendole sempre più personalizzate e specifiche per ogni singolo paziente.

Modello di assistenza Validation

Questo metodo è stato messo a punto da Naomi Feil che ha elaborato un sistema di comunicazione con gli anziani disorientati. Si propone di “confermare” l’anziano disorientato e ansioso comunicando sia con le parole che con il comportamento.
Si tratta quindi di legittimare l’anziano, ritenere valido, dare valore alle sue azioni e ai suoi comportamenti. Validation adotta tecniche verbali e non, di gruppo o rivolte a singoli anziani. Esso non si propone di essere “il metodo” per eccellenza ma uno strumento in più per far stare meglio non solo l’anziano ma anche chi li assiste e i famigliari stessi.

Modello di assistenza della Stimolazione basale

La stimolazione basale nelle cure è un concetto volto ad aiutare le persone con disturbi percettivi, come negli stadi avanzati della demenza, ad avere ancora una percezione del proprio corpo, offrendo degli stimoli visivi, olfattivi, tattili, orali e sonori.